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Arcadio era il figlio maggiore di Teodosio; seguendo una pratica in voga fin dal III secolo pertanto decise di affidargli l’oriente, considerato come la zona migliore dell’impero (primato sancito dalla Nova Roma, Costantinopoli, che aveva spodestato l’antica Urbe), mentre il fratello minore Onorio governava l’occidente.

Per la prima volta, nel 395, l’impero era realmente diviso. Non c’era più nessun imperatore anziano che primeggiasse, entrambi i fratelli erano poco più che adolescenti e sotto la tutela di Stilicone per Onorio e Rufino per Arcadio. Questa separazione, e l’incapacità di avere una figura forte che tenesse insieme l’impero, provocò una distinzione, sebbene non formale, tra le due parti, a cui non si riuscì più a fare a capo, nonostante i tentativi di riconquista di Giustiniano nel VI secolo.

Essendo i due imperatori formalmente pari, e non esistendo più un sistema come la tetrarchia, i due imperi presero strade differenti. Protettore di Arcadio fu Rufino, prefetto al pretorio, originario dell’Aquitania; non andava per niente d’accordo con Stilicone, il quale sosteneva che Teodosio gli avesse dato il compito di tutelare anche Arcadio. Sfociarono scontri, con Stilicone che voleva appropriarsi anche dell’Illirico, con l’aiuto dei visigoti, che stazionavano proprio nella zona di confine. Fu il loro re, Gainas, ad assassinare Rufino a Costantinopoli.

Morto Rufino, prese il suo posto come protettore di Arcadio l’eunuco e praepositus sacri cubiculi (il maggiordomo di palazzo, che governava la domus imperiale) Eutropio. Quest’ultimo riuscì a far dichiarare hostis publicus Stilicone, mentre incamerava le ricchezze dei suoi nemici che faceva condannare a morte. Ma anche Eutropio durò poco, dietro richiesta di Gainas, che lo chiedeva come pegno da pagare per affrontare gli ostrogoti. Eutropio, che aveva cercato rifugio in una chiesa, fu ucciso. Le sue proprietà furono confiscate e i ritratti abbattuti.

Zosimo, autore pagano, è severissimo con Arcadio, dicendo che «[Ad Arcadio] non riusciva di capire cosa dover fare, essendo del tutto idiota» (Storia Nuova, 5, 14, 1). Per quanto sia una fonte di parte, racconti di questo tipo collimano con quelli del fratello Onorio. In ogni caso fu proprio Gainas a diventare il nuovo potente di corte, divenendo console nel 401. Ma non fu in grado di ricoprirlo, perché a Costantinopoli scoppiò una rivolta antigotica e antibarbarica in generale, che portò a un massacro e all’uccisione di Gainas il 3 gennaio del 401.

Morto anche Gainas fu la moglie di Arcadio, Elia Eudossia, a prendere il controllo dell’impero, spingendo Alarico, che continuava a dare problemi nei Balcani, verso occidente. Ma Stilicone aveva avuto la stessa idea, e voleva usare i visigoti per prendere l’Illirico e l’Acaia, relegando Arcadio alla sola Tracia. Tuttavia il progetto fallì quando nel 406 avvenne la grande migrazione attraverso il Reno; Onorio avrebbe poi fatto assassinare Stilicone, mentre i barbari occupavano Gallia e Spagna, nel 408, e al rifiuto di pagare Alarico, magister militum e al contempo re visigoto, avrebbe subito il sacco di Roma del 410.

Eudossia, fortemente odiata dal patriarca Giovanni Crisostomo, morì nel 404 a causa di un aborto; a prendere il suo posto fu il prefetto al pretorio Antemio (suo nipote sarà imperatore d’occidente tra il 467 e 472), console nel 405. L’anno successivo divenne anche patricius, titolo riservato a pochissimi. Il primo maggio del 408, però, Arcadio morì di malattia. La noncuranza degli affari pubblici sua e del fratello aveva gettato i semi del crollo della pars occidentalis.

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