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La Confraternita dei Preraffaelliti fu una corrente pittorica vittoriana, diffusa nella seconda metà del XIX secolo in Gran Bretagna. Sostanzialmente è l’unica pittura che si rifà al decadentismo. I temi principali erano avvenimenti biblici, l’antichità classica, il medioevo, il ciclo arturiano, ma anche la pittura di paesaggio e il Rinascimento italiano.

Nascita di una confraternita

Alma-Tadema---1904 Il ritrovamento di Moses
Alma-Tadema- Il ritrovamento di Mosè

Il termine “preraffaelita” è un riferimento all’arte esistita prima di Raffaello Sanzio, pittore ritenuto colpevole, dal movimento inglese, di aver inquinato l’arte esaltando l’idealizzazione della natura e il sacrificio della realtà in nome della bellezza, e permesso gli sviluppi dell'”odiato” accademismo francese.

Oltre a porsi l’obiettivo quello di abolire i modelli dell’arte vittoriana coeva e, più in generale, quella accademica, i Preraffaeliti si ponevano quello di riportare in vita i costumi di un passato immaginario e nostalgico, tentando inoltre di unificare fra loro i concetti di vita, arte, e bellezza.

I preraffelliti divennero famosi, dopo feroci critiche del Times e Charles Dickens, grazie a John Ruskin, che scrisse un phamplet intitolato “Preraphaelitism“, in cui discorreva dell’arte dell’epoca e le confrontava con quella di William Turner, incisore britannico ottocentesco.

Tra i pittori più importanti ci furono Dante Gabriel Rossetti, considerato uno dei padri del movimento e figlio dell’esule italiano Gabriele Rossetti (che nel 1820 aveva sostenuto i moti liberali), William Hunt, Thomas Woolner, John Everett Millais, William Morris, John William Waterhouse, Jean Leon Gerome, Lawrence Alma-Tadema.

Influenze esterne

Lawrence_Alma-Tadema_-_Phidias_Showing_the_Frieze_of_the_Parthenon_to_his_Friends
Alma-Tadema – Fidia mostra il Partenone

Non a caso nella stessa epoca si scrivevano romanzi che abbracciavano gli stessi argomenti; in particolare, riguardo l’antica Roma, libri che influenzeranno pesantemente il modo di vedere la Roma Antica: Gli Ultimi giorni di Pompei di Edward Bulwer-Lytton, Quo Vadis? di Henryk Sienkiewicz e Ben Hur di Lew Wallance.

Non a caso tutti e tre avranno trasposizioni cinematografiche nel corso degli anni ’50 del Novecento. Quanti cristiani potevano vivere a Pompei nel 79 d.C.? Probabilmente non più di una manciata, ma Gli Ultimi giorni di Pompei gira attorno alla storia dei cristiani (ovviamente maltrattati e perseguitati – così tanto che Nerone credeva fossero una setta ebraica estremista come gli zeloti), per non parlare di Quo Vadis? e Ben Hur.




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