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Galba e l’invenzione del principio dell’adozione

Galba e l’invenzione del principio dell’adozione

Galba si scelse un successore, Lucio Calpurnio Pisone, scegliendolo in base alla migliore nascita e virtù, non le abilità, ignorando Otone, che i più volevano al suo posto, inaugurando un principio poi divenuto la norma nel II secolo d.C. Tuttavia l’estrema durezza con cui Galba perseguì la sua politica, rifiutando di dare un donativo ai soldati, come era ormai prassi e anzi punendo alcuni reparti a lui non fedeli, tipici più dell’ormai tramontato rigore repubblicano, condussero i soldati a ribellarsi e ad ucciderlo in un complotto orchestrato dallo stesso Otone. D’altra parte Galba gettava le basi per un nuovo principio di successione, basato più sulla scelta del migliore che non per discendenza o convenienza; metodo utopistico, ma che troverà realizzazione nei celebri cinque buoni imperatori, Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio, tutti adottati dal predecessore. L’errore di Galba fu però di scegliere non la persona più adatta a governare e benvoluta dai soldati, come farà Nerva con Traiano, ma la persona migliore per nascita, poiché Pisone discendeva da Crasso e Pompeo, mentre la gens Sulpicia di Galba portava con sé anche la gens Lutatia per via parentale. Ma la nobiltà di nascita non era sufficiente a placare i pretoriani

Gli ausiliari nell’esercito romano

Gli ausiliari nell’esercito romano

Alla fine dell’epoca repubblicana i romani facevano affidamento su truppe non regolari fornite da moltissimi regni clienti, specialmente in oriente; Pompeo ad esempio poteva vantare numerose amicizie grazie alle quali poté arruolare numerosi soldati per combattere Cesare. Augusto stabilizzò molti di questi reparti, inquadrandoli negli auxilia, divisi in coorti e alae ausiliarie, ma fu solo Claudio a regolamentare il percorso di carriera per gli ufficiali romani (cavalieri) che le comandavano.

Gli ultimi dittatori

Gli ultimi dittatori

Sul finire della repubblica le crescenti difficoltà a conciliare l’espansione romana e l’accentramento di ricchezze in mano a pochi cercò di essere limitata da Tiberio Gracco, ma infine prevalse la linea di Gaio Mario di arruolare tutti i proletari, fornendo loro armi, equipaggiamento e stipendio. Legati ai comandanti più che alla repubblica, sorsero le prime lotte civili. Silla si fece nominare dittatore a vita per riformarla, poi accadde a Cesare, ma venne ucciso. Infine Ottaviano decise di formare il principato, una collaborazione tra senato e principe, mantenendo formalmente intatta la repubblica, ma di fatto accentrando in sè il potere. Infine, per apparire come un restauratore, rifiutò e abolì la dittatura.

Roma contro i Diadochi

Roma contro i Diadochi

Nel corso di tre guerre macedoniche, la vittoria delle Termopili e di Magnesia, le donazioni di Attalo III di Pergamo e le conquiste tardorepubblicane di Pompeo, Cesare e Ottaviano, l’oriente greco-macedone cadde sotto la dominazione romana.

La dinastia di Costantino

La dinastia di Costantino

Flavio Costanzo, uno dei quattro tetrarchi, diede vita tramite il figlio Costantino alla dinastia che reggerà l’impero romano nella prima metà del IV secolo d.C. e che determinerà la sua svolta verso il cristianesimo.

I Flavi

I Flavi

Alla fine dell’anno dei quattro imperatori trionfò Vespasiano, che diede vita alla seconda dinastia dell’impero romano, quella dei Flavi. L’imperatore non era più, grazie alla lex de imperio Vespasiani, un privato cittadino primus inter pares tra i senatori, legittimato a governare la res publica in quanto discendente di Cesare, ma un senatore che otteneva il pieno riconoscimento costituzionale della sua posizione di imperatore dei romani.

Colonie, municipi e cittadinanza

Colonie, municipi e cittadinanza

I cittadini romani vivevano prevalentemente in municipi (municipia civium Romanorum) o colonie romane (in oriente erano diffusi i conventus civium Romanorum). La differenza tra municipio e colonia romana stava nel fatto che il primo quando diventava di diritto romano manteneva la sua autonomia cittadina, mentre la seconda era una diretta estensione della città di Roma.

La lotta tra patrizi e plebei

La lotta tra patrizi e plebei

La lotta tra patrizi e plebei nacque insieme alla repubblica e terminò solo nel 287 a.C., quando i plebei ottennero la piena parità, dopo alcune secessioni. Passo fondamentale fu la creazione del tribunato della plebe: i tribuni erano sacri, inviolabili e avevano il diritto di veto sulle decisioni del senato e dei comizi.

La gioventù di Cesare

La gioventù di Cesare

Durante la questura in Spagna nel 69 a.C. Cesare, a Gades, scoppiò in lacrime davanti la statua di Alessandro Magno; il macedone infatti alla sua età aveva già conquistato il suo impero, mentre Cesare non aveva fatto ancora nulla.

Giuliano, l’imperatore Apostata

Giuliano, l’imperatore Apostata

Stregato dagli insegnamenti neoplatonici di Libanio e Massimo Giuliano decise di abbandonare l’educazione cristiana per ripristinare i culti pagani. Scrisse anche moltissimo, tra cui il Misopogon (Odiatore della barbara), un’operetta satirica contro chi, ad Antiochia, lo prendeva in giro per la barba. Ancora più famoso fu Contro i Galilei, in cui l’imperatore muoveva un durissimo attacco ai cristiani, definendo la religione dei seguaci di Cristo basata essenzialmente sulla superstizione e credenze erronee e prive di fondamento.

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