Privacy Policy Guerra | STORIE ROMANE

Spionaggio nell’Antica Roma – Dai frumentarii agli agentes in rebus

Spionaggio nell’Antica Roma – Dai frumentarii agli agentes in rebus

«I primi imperatori, per avere le più rapide informazioni circa i movimenti del nemico in ogni territorio, le sedizioni o incidenti imprevisti nelle singole città, e le azioni dei governatori e degli altri funzionari in tutte le parti dell’Impero, e anche per che coloro che trasportavano il tributo annuale potessero farlo senza pericolo o ritardo, avevano istituito un servizio rapido di corrieri pubblici.» (Procopio, Storia Segreta, xxx)

Il legionario della Colonna Traiana

Il legionario della Colonna Traiana

«Riguardo alla loro organizzazione militare, i romani hanno questo grande impero come premio del loro valore, non come dono della fortuna. Non è infatti la guerra che li inizia alle armi e neppure solo nel momento dei bisogno che essi la conducono […], al contrario vivono quasi fossero nati con le armi in mano, poiché non interrompono mai l’addestramento, né stanno ad attendere di essere attaccati.» (GIUSEPPE FLAVIO, LA GUERRA GIUDAICA, III, 5.1.71-75)

L’assedio di Numanzia – la fine dei Celtiberi

L’assedio di Numanzia – la fine dei Celtiberi

«I Numantini stretti dalla fame si trucidarono di propria mano l’uno dopo l’altro per non arrendersi e Scipione Africano espugnò la città e la distrusse, riportandone il trionfo quattordici anni dopo la distruzione di Cartagine.» (TITO LIVIO, AUC LVII; LIX)

La battaglia di Tigranocerta – la straordinaria vittoria di Lucullo

La battaglia di Tigranocerta – la straordinaria vittoria di Lucullo

«Se sono qui come ambasciatori sono troppi. Se [sono qui] come nemici, tutto troppo pochi.» (Appiano, Guerre mitridatiche, 85; Plutarco, Vita di Lucullo, 27.4)

«Tigrane chiamò a sé Tassile e gli disse ridendo: “Non vedi che l’invincibile armata romana sta scappando?”; ma Tassile gli rispose: “Oh Re, mi piacerebbe che qualcosa di meraviglioso potesse accadere alla tua buona sorte, ma quando questi uomini sono in marcia, essi non indossano abbigliamenti splendenti, e neppure usano scudi o elmi lucenti, poiché ora essi mettono a nudo le coperture di pelle delle loro armi”. E mentre Tassile stava ancora parlando, giunse alla loro vista un’aquila romana, mentre Lucullo che si dirigeva verso il fiume, con le coorti che si disponevano in manipoli, pronte alla traversata. Poi, all’ultimo, come fosse stato inebetito dallo stupore, Tigrane gridò due o tre volte “Sono i Romani ad attaccarci?”.» (Plutarco, Vita di Lucullo, 27.5-6)

La conquista dell’Egitto e la fine di Cleopatra

La conquista dell’Egitto e la fine di Cleopatra

“Augusto, nello stesso periodo, contemplato con i suoi occhi il sarcofago e il corpo di Alessandro Magno, tratto fuori dal sepolcro, lo venerò, ponendogli una corona d’oro e cospargendolo di fiori; e quando gli fu chiesto se volesse visitare anche il sepolcro dei Tolomei, rispose di aver voluto vedere un re, non già dei morti.” (SVETONIO, AUGUSTO, 18)

L’impero romano e le sue province

L’impero romano e le sue province

“Si fece carico lui stesso delle province più importanti e che non era né facile né senza rischio che fossero governate da magistrati con potere annuale; le altre lasciò ai proconsoli per sorteggio. Alcune, tuttavia, mutò talvolta di categoria, e spesso visitò sia le une sia le altre. Alcune città federate, che per la loro sfrenatezza precipitavano nella rovina, privò della libertà; altre indebitate, alleggerì del loro carico, o, disastrate dal terremoto, fondò di nuovo, o, se potevano vantare meriti verso il Popolo Romano, premiò con la cittadinanza romana.” (Svetonio, Augusto, 47)

La decimazione – la più terribile pena militare romana

La decimazione – la più terribile pena militare romana

«Presso i Romani, le leggi puniscono con la morte non solo la diserzione, ma anche alcune piccole mancanze e, ancor più delle leggi, incutono paura i comandanti; essi, però, distribuendo anche ricompense ai valorosi evitano di apparire spietati da parte di chi viene punito.» (Giuseppe Flavio, guerra giudaica, III, 5.7.103)

La dittatura di Cornelio Silla

La dittatura di Cornelio Silla

“Le grida di tanti uomini, che venivano scannati in uno spazio limitato, arrivavano naturalmente alle orecchie dei senatori, che rimasero sgomenti, ma lui, con volto impassibile e calmo, proseguiva il suo discorso invitandoli a prestare attenzione e a disinteressarsi di quanto succedeva all’esterno: si trattava solo di alcuni criminali che venivano puniti su suo ordine. Anche il più sprovveduto dei Romani pensò che in quel momento la tirannide non era finita, ma aveva solo mutato volto.” (PLUTARCO, VITA DI SILLA, 29-30)

La battaglia di Azio e la nascita del Principato

La battaglia di Azio e la nascita del Principato

«I soldati di Antonio, anche una volta privati del loro capo, si ostinarono a combattere a lungo da valorosi e, disperando della vittoria, si lottava ormai per la morte. Ottaviano Cesare, desideroso di accattivarsi con le parole chi poteva togliere di mezzo col ferro, gridando in continuazione e mostrando che Antonio era fuggito chiedeva per chi e con chi combattessero. Ma quelli, avendo combattuto a lungo con un comandante assente, abbassate sommessi le armi cedettero la vittoria, e Ottaviano Cesare promise vita e perdono ancor prima che pensassero ad implorarli; fu evidente che i soldati fecero la parte di un valorosissimo comandante, i il comandante quella di un codardissimo soldato, al punto che potresti domandarti se avrebbe moderato la vittoria a suo piacimento o ad arbitrio di Cleopatra poichè si volse in fuga dietro una decisione di lei.» (Velleio Patercolo, Storia Romana II, 85)

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