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Origine dei giochi olimpici

I giochi olimpici moderni, nati nel 1896 ad Atene, hanno la loro radice nei giochi olimpici antichi. Nati secondo la tradizione nel 776 a.C., a Olimpia, in onore di Zeus, cadevano esattamente come oggi a cadenza quadriennale e raccoglievano le popolazioni greche, che momentaneamente mettevano da parte le rivalità delle singole poleis.

zeus olimpia

Tuttavia i giochi olimpici non erano assolutamente unici. Esistevano molti giochi in Grecia e gli olimpici, sebbene i più importanti, erano solo una delle quattro più importanti competizioni panelleniche:

  • Olimpici, ogni 4 anni a Olimpia, dedicati a Zeus;
  • Istimici, ogni due anni a Corinto (il nome viene dall’istmo di Corinto), dedicati a Poseidone
  • Pitici, ogni 4 anni a Delfi (il nome deriva dalla sacerdotessa Pizia dell’oracolo), dedicati a Apollo
  • Nemei, ogni due anni a Nemea, dedicati a Zeus

I giochi servivano a tenere il conto degli anni in maniera unitaria presso le diverse popolazioni greche (ad esempio ad Atene si calcolava in base agli arconti, eletti una volta l’anno): si iniziava con le Olimpiadi, il secondo anno i Nemei e gli Istimici, il terzo anno i Pitici e il quarto Nemei e Istimici, per poi ricominciare con le Olimpiadi.

In questo modo gli atleti potevano gareggiare in tutte le competizioni; ci sono altresì noti i nomi di alcuni atleti leggendari dell’antica Grecia, come Cilone, ateniese vincitore della doppia corsa nel 640 a.C. e che – a testimonianza che chiunque vi partecipava – tentò di diventare tiranno della città qualche decennio prima di Pisistrato.

Louvre_statue_DSC00917-Milone di Crotone

O Milone di Crotone, vincitore 7 volte della lotta alle Olimpiadi, condottiero della propria città contro Sibari nel 510 a.C., forse seguace di Pitagora, gareggiò in tutte le competizioni panelleniche, quasi ininterrottamente, dal 540 a.C, poco più che adolescente, fino al 512 a.C. Tuttora è famosa la leggendaria forza di Milone.

Abolizione delle Olimpiadi

Nel 393 d.C., dopo 292 edizioni di giochi olimpici, l’imperatore Teodosio, che pochi anni prima aveva col famoso editto reso il cristianesimo religione di stato, abolì le olimpiadi.

Con l’avvento del cristianesimo le Olimpiadi rientrarono tra le usanze pagane che entravano in conflitto con il cristianesimo. Ad esempio si usava gareggiare nudi o quasi, usanza poco gradita al cristianesimo. Inoltre le Olimpiadi erano una festività dedicata a Zeus.

In un mondo ormai monoteista (con la vittoria del Frigido, l’anno seguente – il 394 – contro l’usurpatore pagano Flavio Eugenio tutto l’impero era formalmente cristiano), dove anche i barbari – sebbene spesso di fede ariana (unica eccezione i franchi, convertitesi al credo niceno con Clodoveo nel 493, quando sposò la burgunda Clotilde e fino ad allora pagani e ariani) – erano ormai cristianizzati, non c’era spazio per antiche pratiche pagane.

teodosio

La “cristianizzazione dei barbari” lascia intendere come l’arrivo di queste popolazioni all’interno dell’impero sia stato comunque filtrato e appoggiato in parte dai romani stessi che tentavano di renderli un po’ più romani.

Proprio una di queste popolazioni, i goti, dopo la disfatta di Adrianopoli del 378 si erano stanziati all’interno delle province balcaniche e militavano come federati nell’esercito. Si erano dati ad una rivolta a Tessalonica e l’imperatore Teodosio aveva ordinato di massacrarli, per poi, primo imperatore nella storia, cercare il perdono presso sant’Ambrogio.

Proprio l’avvento del cristianesimo e della sua influenza nella vita quotidiana, e il peso stesso che aveva per un imperatore, portò Teodosio a spingere verso la totale “cristianizzazione” iniziata da Costantino.

Un “ordine cristiano”, se così si può definire, permetteva di tenere unito un impero in grande difficoltà e assimilare attraverso la religione i barbari, che ormai si romanizzavano sempre meno.

Teodosio-Ambrogio-Anthonis_van_Dyck_

Tuttavia l’editto di Teodosio, che imponeva il cristianesimo come unica religione, portò a brusche fini per il mondo antico: non solo le Olimpiadi, vennero distrutti i libri sibillini e la biblioteca di Alessandria, quando la filosofa Ipazia tentò di ribellarsi al vescovo Cirillo.

Pur di tenere unito l’impero sotto la fede cristiana si distruggeva il passato. Sparì in parte il passato e anche l’impero stesso (almeno per come lo conoscevamo, la parte orientale, sempre più menomata sopravviverà come impero bizantino per gli storici).

La rinascita olimpica

In seguito alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana nel 1871, il barone Pierre de Coubertin, grande appassionato di storia, giunse alla conclusione che i francesi non avevano una preparazione fisica sufficiente. De Coubertin voleva anche trovare un modo “pacifico” di sfogare le rivalità nazionali, affinché le nazioni si confrontassero sportivamente, piuttosto che in guerra.

Baron_Pierre_de_Coubertin
Il barone Pierre de Coubertin

Ebbe così l’idea di far rivivere le antiche Olimpiadi, raccogliendo in un grande evento internazionale gli sport più importanti dell’epoca. De Coubertin cominciò a viaggiare; nel 1890, scrisse un articolo per la rivista La Revue Athletique a riguardo. 

Il 25 novembre 1892, per celebrare il quinto anniversario della fondazione dell’Union des sociétés françaises de sports athlétiques, il barone francese riunì intellettuali e uomini illustri francesi dell’epoca, presso l’anfiteatro della Sorbona di Parigi.

Durante il primo congresso olimpico, organizzato dallo stesso De Coubertin e tenutosi alla Sorbona, dal 16 al 23 giugno 1894, il barone propose la rinascita delle Olimpiadi. Furono presenti il re del Belgio Leopoldo II, il principe di Galles Edoardo, il principe ereditario greco Costantino, dando così valore internazionale all’idea di De Coubertin.

L’intenzione di quest’ultimo era di organizzare la prima Olimpiade a Parigi durante l’Esposizione universale (per cui tra l’altro era stata edificata anche la torre “radio” Effeil, che inizialmente sarebbe dovuta essere smontata al termine dell’Esposizione) del 1900.

Tuttavia, temendo che sei anni di attesa potessero far calare l’interesse verso la competizione, si preferì organizzare un evento olimpico già nel 1896. Inizialmente, la maggior parte dei membri optava per Londra, idea che non trovò il favore di De Coubertin.

Poster_I_olimpiade

Alla fine, dopo una discussione con Demétrios Vikélas, che rappresentava la Grecia, la scelta cadde all’unanimità su Atene. Venne inoltre istituito il Comitato Olimpico Internazionale. Contrariamente alle antiche Olimpiadi, dove contava unicamente la vittoria, il barone aveva idee differenti:

“L’importante non è vincere ma partecipare. La cosa essenziale non è la vittoria ma la certezza di essersi battuti bene”

Pierre De Coubertin

Il regolamento dei Giochi olimpici escluse poi le donne dalle competizioni: il barone De Coubertin, influenzato dalla cultura dell’epoca e dalla tradizione dei Giochi olimpici antichi (in cui solo gli uomini greci potevano partecipare), era contrario alla loro partecipazione ai Giochi o nello sport in generale.

Le donne parteciperanno soltanto dalla seconda olimpiade, quella del 1900, sebbene in via non ufficiale: per la partecipazione regolare delle donne si dovrà attendere la fine della prima guerra mondiale e l’Olimpiade di Anversa del 1920.

Le prime Olimpiadi dell’era moderna, svoltasi ad Atene nel 1896, ebbero 250 partecipanti e furono il più grande evento sportivo internazionale dell’epoca. La Grecia chiese di diventare sede permanente di tutti i futuri Giochi Olimpici, ma il CIO decise che le Olimpiadi sarebbero state ospitate di volta in volta in una città diversa. Oggi, dal 5 al 21 agosto 2016, si tiene la XXXI Olimpiade dell’era moderna, in Brasile, a Rio de Janeiro.

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