Privacy Policy console | STORIE ROMANE

I magistrati romani – dai questori ai consoli

I magistrati romani – dai questori ai consoli

«I consoli, prima di guidare le legioni al di fuori dalla città [di Roma], esercitano l’autorità su tutti i pubblici affari a Roma. Gli altri magistrati, ad eccezione dei tribuni della plebe, obbediscono ai loro ordini.[…] Spetta ai consoli occuparsi di convocare i comizi, proporre le leggi e presiedere all’attuazione dei decreti popolari, in quei settori della pubblica amministrazione dove ha competenza il popolo. […] È previsto, infine, che i consoli, al momento di lasciare la loro carica, rendano conto del loro operato al popolo, e non è cosa saggia per i consoli trascurare il favore sia del popolo sia del senato.»

#Polibio, Storie, VI, 12.1-2; VI, 12, 4; 15.10-11

Quando Scipione salvò la vita al padre

Quando Scipione salvò la vita al padre

Il ragazzo si distinse già diciassettenne durante la battaglia del Ticino: nel 218 a.C. avvenne il primo contatto tra le truppe di Annibale scese dalle Alpi e l’esercito romano. La prima battaglia della seconda guerra punica si trasformò in un disastro per i romani, come per molti anni a venire. Il padre, l’omonimo Publio Cornelio Scipione, era il console in carica e guidava l’esercito romano contro Annibale: finito completamente accerchiato dalla cavalleria numida del cartaginese, venne salvato miracolosamente dal giovane figlio che si gettò nella mischia da solo, riuscendolo a portare in salvo.

Gli ultimi dittatori della res publica

Gli ultimi dittatori della res publica

Sul finire della repubblica le crescenti difficoltà a conciliare l’espansione romana e l’accentramento di ricchezze in mano a pochi cercò di essere limitata da Tiberio Gracco, ma infine prevalse la linea di Gaio Mario di arruolare tutti i proletari, fornendo loro armi, equipaggiamento e stipendio. Legati ai comandanti più che alla repubblica, sorsero le prime lotte civili. Silla si fece nominare dittatore a vita per riformarla, poi accadde a Cesare, ma venne ucciso. Infine Ottaviano decise di formare il principato, una collaborazione tra senato e principe, mantenendo formalmente intatta la repubblica, ma di fatto accentrando in sè il potere. Infine, per apparire come un restauratore, rifiutò e abolì la dittatura.

Vittoria di Pirro

Vittoria di Pirro

Dopo la battaglia di Ascoli Satriano, nel 279 a.C., Pirro avrebbe esclamato: «Ἂν ἔτι μίαν μάχην νικήσωμεν, ἀπολώλαμεν» («un’altra vittoria così sui Romani e sarò perduto»), da cui sarebbe poi derivata l’espressione “vittoria di Pirro”. Infatti il re epirota vinse, ma a carissimo prezzo.

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