Privacy Policy Ottaviano | STORIE ROMANE

Il passaggio dalla repubblica all’impero

Il passaggio dalla repubblica all’impero

«Sebbene il popolo gli offrisse con grande insistenza la dittatura, egli, piegato in ginocchio, tiratasi giù dalle spalle la toga e denudatosi il petto, supplicò di non addossargliela. Respinse sempre con orrore, come un insulto infamante, l’appellativo di padrone. Una volta, mentre egli assisteva allo spettacolo, poiché in un mimo era stata recitata l’espressione: O giusto e buon padrone! tutti quanti, come se fossero pienamente d’accordo che il verso si riferisse a lui, applaudirono esultanti; Augusto prima frenò quelle indecorose adulazioni con la mano e con il volto, poi, l’indomani, le redarguì con un durissimo comunicato. Da allora non tollerò di essere chiamato padrone nemmeno dai suoi figli o nipoti, né sul serio né per gioco, e vietò simili piaggerìe anche tra loro stessi.»

Gli ultimi dittatori

Gli ultimi dittatori

Sul finire della repubblica le crescenti difficoltà a conciliare l’espansione romana e l’accentramento di ricchezze in mano a pochi cercò di essere limitata da Tiberio Gracco, ma infine prevalse la linea di Gaio Mario di arruolare tutti i proletari, fornendo loro armi, equipaggiamento e stipendio. Legati ai comandanti più che alla repubblica, sorsero le prime lotte civili. Silla si fece nominare dittatore a vita per riformarla, poi accadde a Cesare, ma venne ucciso. Infine Ottaviano decise di formare il principato, una collaborazione tra senato e principe, mantenendo formalmente intatta la repubblica, ma di fatto accentrando in sè il potere. Infine, per apparire come un restauratore, rifiutò e abolì la dittatura.

Roma contro i Diadochi

Roma contro i Diadochi

Nel corso di tre guerre macedoniche, la vittoria delle Termopili e di Magnesia, le donazioni di Attalo III di Pergamo e le conquiste tardorepubblicane di Pompeo, Cesare e Ottaviano, l’oriente greco-macedone cadde sotto la dominazione romana.

L’eredità di Augusto

L’eredità di Augusto

Augusto decise come primo erede il nipote Marcello, figlio di sua sorella Ottavia, poi Agrippa, infine Gaio e Lucio Cesare, ma tutti morirono prima del tempo. Alla fine fu costretto a scegliere Tiberio, visto che l’altra scelta possibile, Agrippa Postumo, considerato un pazzo, era stato esiliato dall’imperatore.

La morte di Cleopatra

La morte di Cleopatra

Dopo l’ingresso di Ottaviano ad Alessandria e il suicidio di Antonio anche Cleopatra si tolse la vita, forse con un morso d’aspide come racconta Plutarco:

« Si racconta che l’aspide fu portato a #Cleopatra nel paniere insieme ai fichi, e che aveva dato ordine di nasconderlo tra le foglie, affinché il rettile la morsicasse senza che essa se ne accorgesse. Ma quando tolse i fichi, lo vide, e disse : “Eccolo, era qui”. Denudò perciò il braccio e lo offrì al morso dell’animale. »
(Plutarco, Vita di Antonio, 86)

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