Privacy Policy repubblica romana | STORIE ROMANE

Le assemblee romane – i comizi e il senato

Le assemblee romane – i comizi e il senato

«Quando si esprime un voto secondo le stirpi degli uomini, si hanno i comizi “curiati”; quando [si vota] secondo il censo e l’età, [si hanno i comizi] “centuriati”; quando [si vota] secondo la regioni e i luoghi, [si hanno i comizi] “tributi”» (Aulo Gellio, Noctes Atticae XV, 27, 5)

La popolazione romana era divisa in classi censitarie. La prima classe doveva garantire un patrimonio pari a 100.000 assi, la seconda di 75.000, la terza di 50.000, la quarta di 25.000, la quinta di 12.500. Si continuava poi con i proletarii o capite censi. Nei comizi ogni classe venne divisa in centurie per un totale finale di 193, di cui la prima classe forniva 80 centurie di fanti e 18 erano di cavalieri: ciò significava che i più ricchi decidevano sempre le sorti dell’assemblea, dato anche il fatto che la votazione andava per ordine di classe.

La battaglia di Tapso

La battaglia di Tapso

Il 6 aprile del 46 a.C. Cesare vinceva Metello Scipione a Tapso, annullando la superiorità nemica e gli elefanti con la V Alaudae.

«Mi pare doveroso citare qui l’atto di valore di un soldato veterano della quinta legione. Poiché nell’ala sinistra un elefante ferito, reso furioso dal dolore, si era scagliato contro un vivandiere inerme e dopo averlo schiacciato con la zampa lo premeva con il ginocchio e con tutto il suo peso tenendo alta la proboscide e mandando terribili barriti, sino a che l’uccise, questo soldato non poté tenersi di affrontare con l’arma in pugno la bestia. Quando l’elefante lo vide venire incontro per ferirlo, abbandonato il morto cinse alla vita il soldato con la proboscide e lo levò in alto. Il soldato, che vedeva di dover mostrare fermezza in un pericolo di tal genere, si diede a tagliare con la sua spada la proboscide da cui era avvinghiato, con tutte le sue forze. L’elefante costretto dal dolore lasciò andare il soldato emettendo furiosi barriti, poi di corsa scappò via verso le altre bestie.» (#Cesare, Guerra Africana, 84,1-4)

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