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L’origine della storia di Roma si lega a doppio filo con la storia di Romolo, da cui la città prende il nome. Roma deriva con ogni probabilità dall’etrusco Ruma, mammella (a ricordare la storia della lupa) o dal nome che portava il fiume Tevere, Roma, trasposto all’intero agglomerato urbano in via di definizione.

Il mito di Roma

Tuttavia la storia si perde nella leggenda e non è dato sapere se il nome di Romolo derivi da quello della città o se la città abbia preso il nome del primo rex. Riguardo la data di fondazione storici e archeologi convengono che la Roma romulea sia stata fondata attorno alla metà dell’VIII secolo a.C.: la data del 753 a.C. appare non solo plausibile, ma perfino verosimile.

Infatti indagini archeologiche condotte negli ultimi anni concordano nel forte sviluppo urbanistico nell’area della zona del Palatino e tutt’attorno nella seconda metà dell’VIII secolo a.C., sintomo di un rafforzamento politico di quelli che prima dovevano essere solo dei villaggi, sviluppatisi fin dall’inizio dell’età del ferro sui colli di quella zona del Tevere, particolarmente importante per gli scambi commerciali.



Nascita di un popolo

Romolo_e_remo« Siccome erano gemelli e il rispetto per la primogenitura non poteva funzionare come criterio elettivo, toccava agli dei che proteggevano quei luoghi indicare, interrogati mediante aruspici, chi avrebbe dato il nome alla città e chi vi avrebbe regnato. Per interpretare i segni augurali, Romolo scelse il Palatino e Remo l’Aventino. Il primo presagio, sei avvoltoi, si dice toccò a Remo. Dal momento che a Romolo ne erano apparsi dodici quando ormai il presagio era stato annunciato, i rispettivi gruppi avevano proclamato re entrambi. Gli uni sostenevano di aver diritto al potere in base alla priorità nel tempo, gli altri in base al numero degli uccelli visti. Ne nacque una discussione e dallo scontro a parole si passò al sangue: Remo, colpito nella mischia, cadde a terra. È più nota la versione secondo la quale Remo, per prendere in giro il fratello, avrebbe scavalcato le mura appena erette [più probabilmente il pomerium, il solco sacro] e quindi Romolo, al colmo dell’ira, l’avrebbe ucciso aggiungendo queste parole di sfida: «Così, d’ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura». In questo modo Romolo s’impossessò del potere e la città prese il nome del suo fondatore. »

T. Livio, Ab Urbe condita libri, I, 7

Romolo avrebbe riunito quindi alcune tribù, se non famiglie, che vivevano attorno al Palatino, dove avrebbe stabilito la sua dimora. Il seguente leggendario ratto delle sabine (i sabini abitavano nei pressi della città) entrava nell’ottica della creazione di una nuova entità statale (laddove era impossibile stringere patti e alleanze), tendenzialmente aperta a tutti.

« Quando arrivò il momento stabilito dello spettacolo e tutti erano concentrati sui giochi, come stabilito, scoppiò un tumulto ed i giovani romani si misero a correre per rapire le ragazze. Molte cadevano nelle mani del primo che incontravano. Quelle più belle erano destinate ai senatori più importanti. […] »

T. Livio, Ab Urbe condita libri, I, 9

Il latium vetus

Infatti già con Romolo abbiamo un asylum che raccoglie esuli e stranieri a Roma: l’urbe è una città aperta a tutti, fin dall’inizio. Saranno re stranieri a prendere il potere dopo i primi quattro re romani, e stranieri diventeranno cittadini romani e guideranno la res publica in futuro. Inoltre Romolo creò il primo pomerium, secondo la leggenda tracciato da lui stesso (cosa che ripeterà simbolicamente Costantino nel ri-fondare Bisanzio come Costantinopoli 1000 anni dopo), ossia il primo confine sacro invalicabile in armi.

« Dopo la fondazione Romolo riunì uomini errabondi, indicò loro come luogo di asilo il territorio compreso tra la sommità del Palatino e il Campidoglio e dichiarò cittadini tutti coloro dei vicini villaggi che si rifugiassero lì. »

(Strabone, Geografia, V, 3,2)

Fine di un rex

Romolo crea anche il primo senato, composto di 100 membri, i patres (da cui il nome patrizi). Successivamente raddoppiato, quando Romolo divise il regno con il re sabino Tito Tazio (la popolazione fu divisa tra sabiniquirini, i primi romani) in seguito alla pace concordata al termine delle ostilità per il ratto delle sabine.Jean_Auguste_Dominique_Ingres_019- uccisione di Acrone (Romolo)

« Da una parte supplicavano i mariti [i Romani] e
dall’altra i padri [i Sabini]. Li pregavano di non commettere un crimine orribile, macchiandosi del sangue di un suocero o di un genero e di evitare di macchiarsi di parricidio verso i figli che avrebbero partorito, figli per gli uni e nipoti per altri. »

T. Livio, Ab Urbe condita libri, I, 13

La popolazione, con l’arrivo dei sabini, venne divisa in tre tribù: i ramnes, i luceres e i tities, e si formò la prima, primitiva legione, di circa 6000 uomini e 600 cavalieri.

In seguito alla morte di Tito Tazio il governo di Romolo si fece sempre più assoluto e dispotico a occhio dei senatori, tanto che si crede, contrariamente alla storia ufficiale tramandata dai romani stessi che Romolo fosse improvvisamente asceso al cielo, che i senatori, indispettiti dal malgoverno del sovrano lo avessero fatto a pezzi e smembrato il corpo, seppellendolo in varie zone della città.




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