Privacy Policy Alessandro Magno | STORIE ROMANE

Il tramonto della falange macedone

Il tramonto della falange macedone

Filippo II di Macedonia (359-336 a.C.) perfezionò la falange oplitica, non semplicemente alleggerendo l’equipaggiamento, ma suddividendo la fanteria pesante in due categorie. La prima era quella degli hypaspistai, “i portatori di scudi dei compagni” (ὑπασπισταὶ τῶν ἑταίρων), che portava il grosso aspis falangitico e combatteva in modo simile alla falange tradizionale. Gli hypaspistai erano raggruppati in chiliarchie di circa 1.000 uomini. A questi si affiancò il nerbo del nuovo esercito falangitico (τὰξις), i pezeteri, che erano dotati di lunghissime sarisse, delle lance lunghe più di 5 metri, che si reggevano con due mani. Anche la formazione era diversa, poichè la tradizionale profondità di 8 file della falange lasciava spazio a quella da 16, che era la stessa in lunghezza, per un totale di 256 uomini, che formavano un achiliarchia più piccola degli hypaspistai (i quali coprivano i fianchi dei pezeteri insieme alle altre truppe ausiliarie). Tale sistema però si scontrò con il più elastico manipolo romano, che nella battaglia di Cinoscefale, Magnesia e Pidna mostrò la debolezza della staticità della falange, fatta a pezzi anche grazie al terribile gladio ispaniense: racconta Tito Livio che i macedoni rimasero terrorizzati dal vedere i cadaveri dei loro caduti fatti a pezzi a Cinoscefale.

L’ascesa al potere di Settimio Severo

L’ascesa al potere di Settimio Severo

«Da entrambe le parti c’erano centocinquantamila soldati ed erano presenti allo scontro ambedue i comandanti. Albino era superiore per nobiltà e per la formazione ricevuta, mentre il suo rivale prevaleva nella scienza militare e nell’arte di condurre un esercito.» (CASSIO DIONE, STORIA ROMANA, LXXVI, 6)

Dopo due giorni di aspri combattimenti a Lugdunum tra Settimio Severo e Clodio Albino, il 21 febbraio del 197 d.C. il primo ebbe la meglio. Severo, rimasto unico imperatore dopo essersi sbarazzato in precedenza anche di Didio Giuliano e Pescennio Nigro, fece decapitare il corpo di Albino, che si era tolto la vita, passò a cavallo sul suo cadavere e lo fece gettare nel Rodano. La testa venne invece inviata in senato come monito ai senatori che avevano simpatie per Albino. Racconta l’Historia Augusta che Severo fu implacabile coi senatori, facendo uccidere a decine, oltre a Giulio Leto, che aveva guidato parte delle forze di Severo in battaglia e di cui l’imperatore era geloso.

Cittadini e barbari – La cittadinanza romana

Cittadini e barbari – La cittadinanza romana

“Civis Romanus sum”. Così si definiva Cicerone. Ma cosa significava realmente essere un cittadino romano, e chi poteva ottenere un simile privilegio? Differentemente dagli altri popoli antichi, diventare un romano era molto più semplice.

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