Privacy Policy Tiberio | STORIE ROMANE

Il legionario del Principato

Il legionario del Principato

«I #romani hanno questo grande impero come premio del loro valore, non come dono della fortuna. Non è infatti la guerra che li inizia alle armi e neppure solo nel momento dei bisogno che essi la conducono […], al contrario vivono quasi fossero nati con le armi in mano, poiché non interrompono mai l’addestramento, né stanno ad attendere di essere attaccati […] Non si sbaglierebbe chi chiamasse le loro manovre, battaglie senza spargimento di sangue e le loro battaglie esercitazioni sanguinarie.»
(Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 5.1.71-75)

L’eredità di Augusto

L’eredità di Augusto

Augusto decise come primo erede il nipote Marcello, figlio di sua sorella Ottavia, poi Agrippa, infine Gaio e Lucio Cesare, ma tutti morirono prima del tempo. Alla fine fu costretto a scegliere Tiberio, visto che l’altra scelta possibile, Agrippa Postumo, considerato un pazzo, era stato esiliato dall’imperatore.

Varo, rendimi le mie legioni

Varo, rendimi le mie legioni

«Dicono che Augusto si mostrasse così avvilito da lasciarsi crescere la barba ed i capelli, sbattendo, di tanto in tanto, la testa contro le porte e gridando: “Varo rendimi le mie legioni!”. Dicono anche che considerò l’anniversario di quella disfatta come un giorno di lutto e tristezza. »

I crupellarii

I crupellarii

Nel 21 d.C. i legionari romani si trovarono ad affrontare dei ribelli gallici guidati da Giulio Floro e Sacroviro ad Augustodunum (Autun). Tra loro moltissimi erano male armati, ma c’erano anche dei gladiatori completamente corazzati, dalla testa ai piedi, i crupellari.

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